Paul Troubetzkoy, lo scultore cosmopolita che amava gli animali

In occasione della mostra “Paul Troubetzkoy. Lo scultore della Belle Époque” in programma alla Galleria d’Arte Moderna di Milano dal 27 febbraio al 28 giugno 2026, Connessioni Culturali dedica un incontro di approfondimento sull’artista di origini russe che si fece “interprete della vita”, immortalando con naturalezza e modernità i protagonisti del proprio tempo.
Nato a Intra nel 1866 dal nobile russo Pyotr Troubetzkoy e dalla cantante americana Ada Winans, Paul compie la sua formazione nell’ambito della Scapigliatura. Presso Villa Ada a Ghiffa, dove risiede la famiglia, riceve infatti i primi insegnamenti dal pittore Daniele Ranzoni, mentre più tardi, a Milano, frequenta l’ambiente della Famiglia artistica e le sue esposizioni. Da subito avverso agli insegnamenti accademici, Troubetzkoy sviluppa una scultura capace di restituire con immediatezza e freschezza l’aspetto dei suoi modelli, come emerge dal ritratto di Segantini, nato da una posa assunta spontaneamente dal pittore.
Nel 1898 si trasferisce in Russia, chiamato a dirigere la Scuola di scultura di Mosca. Qui conosce Lev Tolstoj, a cui lo accomuna la pratica del vegetarianesimo, e sviluppa sempre più la sua produzione di ritratti, che, al trasferimento a Parigi nel 1906, lo farà diventare uno dei ritrattisti più richiesti dell’élite culturale, intellettuale e imprenditoriale del tempo, al pari di Giovanni Boldini e Joaquín Sorolla. È proprio grazie al pittore spagnolo che Troubetzkoy ottiene la possibilità di allestire una mostra all’Hispanic Society di New York nel 1911.
Sarà il primo di tre viaggi negli Stati Uniti, che porteranno Troubetzkoy a interessarsi al tema della danza e a ritrarre le star del cinema hollywoodiano come Douglas Fairbanks e Mary Pickford.
Durante il nostro incontro ripercorreremo l’avvincente carriera di Paul Troubetzkoy, ammirando la vivacità e la naturalezza dei suoi ritratti e soffermandoci sui temi più cari della sua produzione, tra cui gli animali, per i quali nutriva un profondo rispetto e amore. Sarà l’occasione per visitare virtualmente i luoghi dove si conservano le sue opere, dai grandi musei internazionali al Museo del Paesaggio di Verbania fino al Cimitero Monumentale di Milano.
Al termine dell’incontro sarà possibile porre domande alla guida, scambiarsi idee e commenti, rendendo quest’esperienza virtuale un momento vivo e vivace di dibattito artistico.