Corso Arte Romana, Lezione 4 - Roma all'apogeo dell'età imperiale: dai Flavi agli Antonini

Connessioni Culturali presenta il suo nuovo corso storico, successivo a quello dedicato all’Arte Greca e all’Arte Etrusca, strutturato in cinque incontri, sulla storia dei romani. Quarta Lezione: Roma all’apogeo dell’età imperiale: dai Flavi agli Antonini (69 – 192 d.C.).
Bastano i nomi degli imperatori ad evocare la potenza raggiunta da Roma con il suo Impero: Vespasiano, Tito, Nerva, Traiano, Adriano, Antonino Pio, Marco Aurelio, cui non possiamo non aggiungere quelli dei figli “degeneri” di Vespasiano e Marco Aurelio, rispettivamente Domiziano e Commodo, assassinati e, teoricamente, condannati all’oblio (damnatio memoriae).
L’impero raggiunge la sua massima estensione e Roma acquisisce quella veste monumentale destinata a diventare nell’immaginario comune identitaria, nonostante secoli di crolli e spoliazioni abbiano spesso ridotto monumenti-simbolo a poco più che larve di quello che erano.
Se Vespasiano e Tito si preoccupano di far sparire le tracce delle aspirazioni assolutistiche di Nerone, restituendo al “popolo romano” quelle porzioni di Roma sottratte dal “tiranno” sotto forma di architetture pubbliche (l’Anfiteatro Flavio, cioè il Colosseo, le Terme di Tito, il cd. Tempio della Pace), Domiziano si concentra sulla memoria del padre e del fratello defunti e divinizzati (Arco di Tito, Tempio di Vespasiano…) e sulla definitiva trasformazione del colle Palatino nella reggia imperiale (da cui la parola “palazzo”).
Traiano, l’optimus princeps (e militare), si occupa a Roma e nell’impero soprattutto di architetture utilitarie oltre che propagandistiche, come dimostrano i cosiddetti Mercati di Traiano e il suo enorme Foro, nel quale ebbe l’onore di essere seppellito, all’interno di quella Colonna coclide attorno a cui si snoda il racconto a basso rilievo della conquista della Dacia.
Adriano, invece, imperatore romano di cultura greca, nel ricostruire, in forma anonima, il Pantheon augusteo ha consegnato alla posterità la realizzazione architettonica perfetta. Pochi decenni dopo, sulla Colonna di Marco Aurelio in Campo Marzio, per la prima volta, in un rilievo storico romano trova spazio la rappresentazione dell’irrazionale, segno dei tempi che mutano.
Al termine dell’incontro sarà possibile porre domande alla guida, scambiarsi idee e commenti, rendendo questa esperienza virtuale un momento vivo e vivace di dibattito artistico